venerdì 31 dicembre 2010

Torta di mele del Monferrato


Carissimi lettori, oggi vi delizierò con una ricetta gustosissima: la torta di mele del Monferrato. Per farla vi consiglierò di utilizzare la mela renetta che è la regina dele mele carnose.
Siete pronti?

Ecco che cosa ci serve per una torta da 6 persone:

- 7 mele renette
- 4 uova
- 200 g di zucchero
- 300 g di amaretti morbidi
- 1 litro di vino bianco aromatico
- 70 g di cacao amaro

Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 1 ora e 45 minuti

Sbucciate le mele, eliminate il torsolo e fatele a pezzetti, che metterete a cuocere con il vino per 15 minuti, finchè saranno disfatte. Fate attenzione che anche il liquido sia evaporato, altrimenti alzate il fuoco e fatelo bene assorbire. Lasciate intiepidire, poi unite alle mele gli amaretti sbriciolati, lo zucchero, il cacao e le uova, mescolando bene. Foderate la tortiera di 26 cm di diametro con carta da forno baganata e strizzata e infornate a 160° per 90 minuti.
Servite tiepida.

lunedì 27 dicembre 2010

Pere "Martin Sec" cotte al vino

Come promesso, continuo con le specialità montane della Val di Susa. Oggi è la volta delle buonissime pere Martin Sec, una varietà che si adatta particolarmente alla cottura. Se non le trovate, essendo un prodotto particolare e tipico del Piemonte, potete comunque realizzare la ricetta con pere di altre qualità.

INGREDIENTI:


16 pere martin sec
un quarto di litro di vino rosso
un quarto di litro d'acqua
zucchero q.b.
cannella 
chiodi di garofano


PREPARAZIONE:


Lavate le pere e disponetele in una pentola capiente. Aggiungete l'acqua, il vino, lo zucchero, la cannella e i chiodi di garofano; mettete quindi sul fuoco, con coperchio e a fuoco basso, fino a quando vedrete le pere cotte e di un bel colore bruno. Se il fondo di cottura dovesse risultare troppo liquido, ripassatelo nella pentola a fuoco alto. Servite le pere calde in tavola.
Per tutte le informazioni relative alla varietà di pere Martin Sec, cliccate qui.
Buon appetito!

Crema di pistacchio


Se qualche giorno fa vi ho parlato del pesto di pistacchi, specialità tipica della Sicilia, oggi vorrei farvi conoscere un altro prodotto tipico di questa regione: la crema di pistacchio. E' un gustoso e ricco alimento da spalmare sul pane oppure può essere utilizzato per riempire cornetti, guarnire torte o crepes. Io ho assaggiato la crema della Evergreen, un'azienda di Bronte che è molto valida. Consiglio quindi a tutti gli amanti dei pistacchi di provarla assolutamente!

domenica 26 dicembre 2010

Cajettes

Sono in montagna per cui ho deciso di restare in tema... e di proporvi ogni giorno alcune ricette tipiche di montagna. Inizio con un piatto particolare e goloso, le Cajettes, tipico anche della cucina occitana. Ci sono parecchie versioni, questa proviene dalla Val di Susa.

INGREDIENTI:

800 grammi di patate
700 grammi di cipolle
200 grammi di farina integrale
150 grammi di punte d'ortica ed una manciata di boraggine.
100 grammi di burro
3 uova

1 fetta di toma
pane integrale secco grattugiato.
noci tritate

sale




PREPARAZIONE:



Lavate e tritate le erbe, tagliate a cubetti la toma, lessate, sbucciate e schiacciate
 le patate. Impastate poi il tutto con la farina e le uova. Soffriggete a fuoco basso le cipolle tritate in poco burro.
Fate dei piccoli gnocchi con il composto e cuoceteli in acqua salata.
In una teglia di coccio imburrata mettete uno strato di gnocchi e cospargeteli di cipolla e burro fuso; fate un secondo strato e cosi via fino al termine. L'ultimo strato sarà cosparso di pangrattato e noci.

Mettete in forno e una volta pronti servite in piatti caldi.




Se li volete gustare al ristorante, insieme ad altre ottime specialità montane, andate al Ristorante Lago di Laux, ad Usseaux, in Alta Val Chisone. E' un posto incantevole che propone una gustosissima cucina montana, da provare!


Spuma di prosciutto

Carissimi lettori, eccomi resuscitata dai vari pranzi e cene di Natale. Ora abbiamo qualche giorno di tregua, perlomeno fino a Capodanno. Prima di darvi qualche consiglio per il cenone del 2011, volevo postarvi una ricetta molto buona e semplice da preparare .Con un piccolo tocco creativo, può essere presentata in modo molto scenografico: parliamo della spuma di prosciutto.

Ecco che cosa dovete comprare per prepararla al "top" (per 12 persone circa):

- 500 g di prosciutto cotto
- 300 g di mascarpone ( lo so, non è proprio light ma penseremo alla dieta dopo le feste... )
- 200 g di philadelphia ( oppure qualsiasi altro formaggio spalmabile e fresco di vostro gradimento )

Per guarnire:

- Gelatina ( fogli di colla di pesce, brodo di carne, succo di limone oppure aceto )
- Carote, cetriolini

Preparazione

E' veramente molto semplice preparare la spuma: mettete semplicemente tutti gli ingredienti nel frullatore ( quindi il prosciutto cotto, il mascarpone e la philadelphia ) e lo azionate.
Quando avrete ottenuto un composto uniforme e senza "pezzettini", toglietelo dal frullatore e mettetelo su un piatto di portata un po' fondo.
A questo punto potete guarnire con un sottilissimo strato di gelatina e posarci sopra le carotine (che potete tagliare a rondelle per ricavarne delle forme a vostro gradimento ) e i cetriolini.

La spuma di prosciutto è servita!
Più facile di così non si può...

giovedì 23 dicembre 2010

Pollo alla cacciatora

Ho preparato questo piatto delizioso ieri sera a due cari amici ed è venuto benissimo. Come la maggior parte delle ricette, anche questa ha molte varianti, vi racconto la mia e vi assicuro che il risultato è molto apprezzabile!

INGREDIENTI per 5/6 persone
1 pollo già pulito e a pezzi
cipolla, sedano e carota tritati
1 bicchiere e mezzo di vino rosso fermo
sale
pepe
10 pomodorini ciliegia
passata di pomodoro q.b.
olio d'oliva
salvia
rosmarino

PREPARAZIONE
Ponete in un tegame alto, meglio se di ghisa, l'olio d'oliva e quando è caldo buttateci il trito di sedano, cipolla e carota. Quando il trito imbiondisce calate i pezzi di pollo, a fuoco alto, e fateli rosolare su tutti i lati. Salate, pepate, aggiungete qualche foglia di salvia e un po' di rosmarino . Continuate per qualche minuto finchè il pollo non è ben rosolato, quindi aggiungete il vino e fatelo sfumare; quando sarà in parte evaporato abbassate il fuoco, aggiungete in pentola i pomodorini e la passata e incoperchiate. Lasciate cuocere per circa un'ora, quindi servite il pollo caldo con il suo sugo.

Vellutata di zucca

Questo è un piatto gustosissimo ma leggero, ottimo per riprendersi tra una cena di Natale e l'altra. E' facile da preparare e perfetto da servire anche agli ospiti!

INGREDIENTI per 4 persone
zucca mezzo kg
patate 400 gr.
2 porri
burro q.b. 
sale
salvia
amaretti (facoltativi)
parmigiano (facoltativo)

PREPARAZIONE
Le dosi che ho scritto sono indicative, vedete poi se la preferite più o meno densa. Pulite la zucca e i porri, pelate le patate e mettete tutto a bollire. Se volete velocizzare la preparazione usate la pentola a pressione, dimezzerete i tempi! Una volta che le verdure sono bollite, scolatele e passatele al mixer. Rimettete quindi il composto così ottenuto in pentola a fuoco basso, aggiungete un po' di burro, un po' di sale e qualche fogliolina di salvia e cuocete ancora qualche minuto. La vellutata va servita calda e si può presentare, volendo, con un po' di amaretti sbriciolati sulla superficie, altrimenti con una generosa grattugiata di parmigiano reggiano.
La zucca più indicata per questa ricetta è la mantovana:


Se non la trovate, in alternativa può andare bene anche quella lunga:

Buon appetito!

Cioccolatini al caffè e al Cointreau

Ecco una nuova ricetta super dolce: oggi impareremo a fare i cioccolatini!
Potreste servirli con il caffè dopo il mega cenone di Natale...sicuramente non verranno rifiutati.


Per 32 gusci da farcire:
cioccolato bianco di copertura, circa g 400.

Per temperare il cioccolato: fatelo fondere a bagnomaria, fino alla temperatura di 45°, quindi lavoratelo con una spatola su un piano di marmo per farlo raffreddare a 27°, infine riportatelo a 29° in un bagnomaria tiepido (un altro procedimento potrebbe essere questo che è molto più facile).
Versatelo poi nell'apposito stampo a sezioni per cioccolatini, in modo che le sezioni (gusci) si rivestano con uno strato di circa 2 mm di spessore. Mettete lo stampo capovolto, al fresco, per far indurire i gusci, riempiteli con la farcia e chiudeteli con il cioccolato temperato avanzato, spalmato in uno strato sottile.


AL CAFFE'

Fate sciogliere a bagnomaria 150 g di cioccolato fondente mescolato con 150 g di panna fresca, 5 cucchiaini di caffè in polvere, un cucchiaio di liquore al caffè. Non appena il cioccolato si sarà sciolto, amalgamatelo con gli altri ingredienti. Fate raffreddare il composto in frigo poi montatelo a crema spumosa con la quale farcirete i gusci bianchi preparati, chiudendoli, come detto. Sformate i cioccolatini e , volendo, decorateli con un filo di cioccolato temperato.


AL COINTREAU

Riempite 32 gusci di cioccolato bianco con crema, preparata come la precedente, utilizzando 150 g di cioccolato fondente, 150 g di panna fresca, 3 cucchiai di Cointreau e scorzetta d'arancia grattugiata. Guarnite questi cioccolatini, senza chiuderli, con un confettino di zucchero.



Devo ammettere che non è molto semplice preparali, ma una volta che ci avete preso la mano, risulterà sicuramente più semplice.

mercoledì 22 dicembre 2010

Ricette futuriste - Il bombardamento di Adrianopoli

Ecco a voi la seconda ricetta futurista: il bombardamento di Adrianopoli. Non lasciatevi spaventare dal nome, la preparazione è assai semplice, il risultato sono delle gustose polpettine di riso! 

INGREDIENTI

2 uova
100 g di olive snocciolate
50 g di capperi
100 g di mozzarella di bufala
6 acciughe
25 g di burro
100 g di riso
1/2 litro di latte


 
PREPARAZIONE
Mettete a cuocere il riso nel latte ed a metà cottura aggiungete burro e sale quanto basta. Cuocete il riso al dente, toglietelo dal fuoco ed incorporatevi un uovo. Lasciate raffreddare, dividete in dieci parti ed incorporate in ogni parte una fetta di mozzarella, un pezzetto di acciuga, tre o quattro capperi, due o tre olive snocciolate, un pizzico di pepe. Fate di ogni parte una sfera lavorandola con le mani e bagnatela nell'altro uovo, sbattuto; passatela poi nel pangrattato e friggete.


 

Ed ecco il testo poetico di Marinetti che, come la ricetta, ha per titolo Il bombardamento di Adrianopoli.
Dev'essere letto ad alta voce, e nasce da un'esperienza personale: tra il 1912 e il 1913, Marinetti si trova ad Adrianopoli, città turca in guerra contro la Bulgaria. E' un testo ricco di figure onomatopeiche che ricreano i rumori delle deflagrazioni:   



ogni 5 secondi cannoni da assedio sventrare

spazio con un accordo tam-tuuumb

ammutinamento di 500 echi per azzannarlo

sminuzzarlo sparpagliarlo all´infinito

nel centro di quei tam-tuuumb

spiaccicati (ampiezza 50 chilometri quadrati)

balzare scoppi tagli pugni batterie tiro

rapido violenza ferocia regolarita questo

basso grave scandere gli strani folli agita-

tissimi acuti della battaglia furia affanno

orecchie occhi

narici aperti attenti

forza che gioia vedere udire fiutare tutto

tutto taratatatata delle mitragliatrici strillare

a perdifiato sotto morsi shiafffffi traak-traak

frustate pic-pac-pum-tumb bizzzzarrie

salti altezza 200 m. della fucileria

Giù giù in fondo all'orchestra stagni

diguazzare buoi buffali

pungoli carri pluff plaff impen

narsi di cavalli flic flac zing zing sciaaack

ilari nitriti iiiiiii... scalpiccii tintinnii 3

battaglioni bulgari in marcia croooc-craaac

[ LENTO DUE TEMPI ] Sciumi Maritza

o Karvavena croooc-craaac grida delgli

ufficiali sbataccccchiare come piatttti d'otttttone

pan di qua paack di là cing buuum

cing ciak [ PRESTO ] ciaciaciaciaciaak

su giù là là intorno in alto attenzione

sulla testa ciaack bello Vampe

vampe



vampe vampe



vampe vampe



vampe ribalta dei forti die-



vampe



vampe

tro quel fumo Sciukri Pascià comunica te-

lefonicamente con 27 forti in turco in te-

desco allò Ibrahim Rudolf allò allò

attori ruoli echi suggeritori

scenari di fumo foreste

applausi odore di fieno fango sterco non

sento più i miei piedi gelati odore di sal-

nitro odore di marcio Timmmpani

flauti clarini dovunque basso alto uccelli

cinguettare beatitudine ombrie cip-cip-cip brezza

verde mandre don-dan-don-din-bèèè tam-tumb-

tumb tumb-tumb-tumb-tumb-tumb-

tumb Orchestra pazzi ba-

stonare professori d'orchestra questi bastona-

tissimi suooooonare suooooonare Graaaaandi

fragori non cancellare precisare ritttttagliandoli

rumori più piccoli minutisssssssimi rottami

di echi nel teatro ampiezza 300 chilometri

quadri Fiumi Maritza

Tungia sdraiati Monti Ròdopi

ritti alture palchi logione

2000 shrapnels sbracciarsi esplodere

fazzoletti bianchissimi pieni d'oro Tumb-

tumb 2000 granate protese

strappare con schianti capigliature

tenebre zang-tumb-zang-tuuum

tuuumb orchesta dei rumori di guerra

gonfiarsi sotto una nota di silenzio

tenuta nell'alto cielo pal-

lone sferico dorato sorvegliare tiri parco

aeroatatico Kadi-Keuy

Ricette della memoria - Carne con amaretti


E' giunta l'ora di rispolverare una ricetta della memoria ma questa volta ho deciso di buttarmi su un secondo piatto: la carne con amaretti.
E' molto buona, provatela!

Ricette di base - CREMA PASTICCERA

Oggi inizierò con una nuova ricetta di base che potrebbe tornarvi utile per il cenone/pranzo di Natale. La crema pasticcera si sposa benissimo su di un buon panettone quindi perché non provarla?

Ecco che cosa vi serve:

- zucchero semolato 125 g
- farina bianca 30 g
- mezzo litro di latte
- 5 uova
- un baccello di vaniglia

Porre a fuoco il latte ( meno mezzo bicchiere ) con la vaniglia e lo zucchero. Versare in una zuppierina cinque tuorli e la farina; con una piccola frusta sbatterli bene amalgamandoli perfettamente alla farina, poi unire, poco alla volta e sempre mescolando, tutto il latte freddo. Quando il latte che è sul fuoco sarà bollente e lo zucchero si sarà sciolto unirlo, adagio adagio e sempre senza mai smettere di mescolare, alle uova. Appena gli ingredienti saranno bene amalgamati versare il composto nel recipiente che è servito per far bollire il latte, metterlo di nuovo sul fuoco e sempre senza mai smettere di mescolare lasciarvelo sino a quando il composto starà per alzare il bollore. Levare allora il recipiente dal fuoco, versare la crema in una zuppierina ( togliere il baccello di vaniglia ), lasciarla raffreddare e usarla secondo le indicazioni che di volta in volta sono date nelle ricette. Questa crema viene servita anche in tazzine.

martedì 21 dicembre 2010

Tris di biscotti di Natale


Eccoci con altri biscotti natalizi: questa volta vi propongo un tris.

Ingredienti per 4 persone:

150 g di farina
1 pizzico di sale
1 cucchiaino e 1/2 di lievito in polvere
60 g di burro a temperatura ambiente
140 g di zucchero semolato
1 piccolo uovo leggermente sbattuto
1/4 di cucchiaino di essenza di vaniglia
3 cucchiai di granella di nocciola
3 cucchiai di granella di zucchero
3 cucchiai di crema di nocciola e cioccolato da spalmare
1 albume
125 g di zucchero a velo
succo di limone
50 g di gherigli di noce

Come procedere:

Passate a setaccio la farina, il sale e il lievito. in una ciotola capiente ammorbidite il burro lavorandolo energicamente con un cucchiaio di legno. Incorporate a poco a poco lo zucchero e continuate a lavorare l'impasto finché risulterà chiaro e spumoso. Aggiungete a questo punto l'uovo e l'essenza di vaniglia, senza smettere di mescolare.

Coprite la pasta con la pellicola trasparente e fatela riposare in frigorifero per circa 15 minuti. Quando l'impasto sarà consistente dategli la forma di un rotolo di circa 5 cm di diametro, avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare per altri 10 minuti in frigorifero.

Scaldate il forno a 180° C e ricoprite due placche con la carta da forno. Ricavate dal rotolo dei dischi alti circa 5 mm. Passate i bordi di un altro terzo nella granella di zucchero e lasciate l'ultimo terzo dei dischi così come sono.

Disponete i biscotti sulle placche distanziandoli circa 4 cm uno dall'altro e infornate per 15 minuti. Sfornate i biscotti e fateli raffreddare sulla gratella. Spalmate un poco di crema di nocciola e cioccolato sulla superficie dei biscotti preparati con la granella di nocciola. Sbattete in una ciotola l'albume con lo zucchero a velo e il succo di limone, preparando così una glassa che distribuirete sulla superficie dei biscotti senza granella e su ognuno appoggiate un gheriglio di noce.

Burro home made

Volete stupire i vostri ospiti a Natale? Fate come la mia amica Alessandra, che ha presentato il salmone affumicato natalizio con pane e burro fatti in casa. Sembra lungo e difficile ma in realtà è molto più easy di quanto possa sembrare. Ecco come fare il burro:

BURRO
Per preparare il burro non dovete fare altro che comprare della panna, meglio se fresca (quella della centrale del latte è perfetta) e metterla nel frullatore, come se doveste montarla. Una volta che la vedete montata, continuate a frullare, fino a quando non vedete che il composto cambia consistenza e man mano si scompone in due diversi elementi: una parte più consistente (il vostro burro!) e una parte acquosa, il latticello. Prelevate il vostro burro con un panno pulito e asciugatelo meglio che potete. E' pronto per essere servito insieme al pane e al salmone!


Per preparare degli ottimi panini, guardate la ricetta qui

Ricette di base - Il pane

E' veramente molto semplice preparare un buon pane fatto in casa: ricordatevi sempre che il segreto sta nell'impasto.

Iniziamo con gli ingredienti:

- farina di grano tenero
- lievito di birra in polvere
- zucchero
- sale


Direi che possiamo iniziare facendo i panini che sono molto più facili da cuocere rispetto ad un pane grande:

1) Prendete un recipiente e versateci 3/4 bicchieri d'acqua calda
2) Aggiungete all'acqua calda 2 bustine di lievito e iniziate a mescolare velocemente fino a quando non otterrete una schiuma
3) A questo punto potete iniziare a incorporare un po' di farina (200 g circa), mescolando il tutto con una forchetta
4) Non appena avrete ottenuto un impasto non troppo solido ma nemmeno liquido, tiratelo fuori dal recipiente e iniziate a impastare incorporando ancora un po' di farina.
5) Aggiungete farina fino a quando l'impasto non si attaccherà più al vostro ripiano e lavoratelo per una decina di minuti.
6) Rimettete ora l'impasto ottenuto all'interno del recipiente e coprite con un tovagliolo.
7) Lasciate riposare per 40 minuti
8) Ora modellate dei panini con le mani
9) Metteteli su una teglia oleata
10) Infornate con il forno già caldo e al massimo
11) Dopo 15 minuti girate i panini e reinseriteli nel forno fino a quando non li vedete "dorati"

Fine.

Questa è la mia ricetta per la preparazione dei panini!
Ovviamente, come in tutte le ricette, possono esserci delle varianti: potreste farli con le OLIVE TAGGIASCHE ISNARDI ad esempio ( ottime ), oppure con le noci, con il sesamo... insomma vi lascio alla vostra creatività.



Ricette di base - BESCIAMELLA

Eccoci qui con la nuova sezione "Ricette di base" che possono tornare utili in ogni occasione. Oggi vi insegnerò come preparare la "besciamella" o "besciamelle" alla francese. Non è assolutamente complicata però dovete fare attenzione perché durante la preparazione c'è il rischio che si formino dei grumi indesiderati.

Inizio con la lista della spesa:

-burro 50 g
-farina bianca 50 g
-mezzo litro di latte
-sale - pepe

Perfetto, ora possiamo procedere in questo modo:

Versare il latte in una casseruolina e farlo scaldare. Mettere in un tegamino il burro, porlo sul fuoco e appena sarà sciolto unire la farina (precedentemente setacciata). Con un cucchiaio di legno mescolare bene badando che non si formino grumi: unire allora il latte bollente, un pizzico di sale, due o tre grani di pepe finemente macinati e lasciare bollire a fuoco lento, sempre mescolando per alcuni minuti.

Considerate che a seconda dell'uso che dovete fare della besciamella, potete prepararla più o meno densa.

Non è stato così complicato, no?

lunedì 20 dicembre 2010

Gnocchi Filanti


E' un piatto da gustare in inverno ( quindi ci siamo...). Abbiamo fuso un pezzo di Fontina, a cui abbiamo aggiunto il burro e il Parmigiano Reggiano grattugiato. Potete sostituire la Fontina con il Fontal e il Grana Padano con un po' di Pecorino.

Tempo di preparazione: 30 minuti

Ingredienti per 4 persone

patate farinose 500 g
farina bianca 150 g
uovo 1
Fontina 150 g
burro 30 g
Parmigiano Reggiano grattugiato 3 cucchiai
salvia
sale, pepe bianco

LESSATE LE PATATE in acqua salata, sbucciatele immediatamente e passatele allo schiacciapatate, facendo cadere il passato sul piano di lavoro. Aggiungete la farina, un pizzico di sale e l'uovo e impastate con le mani lavorando bene.

PRELEVATE DALL'IMPASTO UN PEZZETTO e formate un cilindretto del diametro di circa 2 centimetri, tagliate il cilindro a pezzetti regolari e passate ogni pezzetto sui rebbi della forchetta o sulla parte interna della grattugia.

IN UNA CASSERUOLINA METTETE IL BURRO e qualche foglia di salvia, rosolatelo finché non sarà biondo. Togliete la casseruolina dal fuoco, eliminate la salvia e aggiungete la Fontina privata della crosta e tagliata a pezzetti.

FONDETE IL FORMAGGIO a bagnomaria, aggiungete il Parmigiano Reggiano grattugiato e profumate con pepe bianco.

CUOCETE GLI GNOCCHI in acqua bollente salata; non appena affiorano scolateli, prelevandoli con la schiumarola e metteteli in una terrina scaldata con acqua bollente, condite con la salsa di formaggio, mescolate bene e servite subito.

Fritto misto

Il fritto misto è sicuramente uno dei piatti piemontesi più celebri. Si può dire che gli ingredienti del fritto misto non sono rigorosamente fissi, e che il piatto si può comporre a seconda dei gusti e delle stagioni, tranne alcuni elementi imprescindibili come gli amaretti, il semolino, la salsiccia e il fegato. La ricetta che riporto è comunque di vecchia data e rispecchia il fritto misto che si è sempre preparato in casa nostra. Consideriamolo pure un secondo piatto... ma è un piatto importante, quasi unico. Nell'astigiano ssi accompagna con una teglia di carote al burro.

INGREDIENTI
Carni:
animella
cervella
filone di vitello
fegato di vitello
fegato di maiale
salsiccia
costolette di agnello
fettine di vitello (da far milanesi)

Verdure:
fettine di melanzana
fettine di zucchini
fiori di zucca (se è stagione)

Varie:
formelle di semolino dolce
amaretti di Mombaruzzo
cappelle di funghi porcini
rane

olio d'oliva
burro
farina
uova
latte
pane grattugiato
sale

PREPARAZIONE
L'abilità più importante richiesta per preparare con successo questo piatto è la conoscenza dei diversi tempi di cottura degli ingredienti, perchè l'ideale sarebbe riuscire a terminare la frittura dei vari componenti nello stesso momento.  Per il resto il procedimento è semplice: si tagliano tutti gli ingredienti a pezzi piccoli, si passano prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto e quindi nel pane grattugiato. Ogni pezzo dev'essere poi fritto in abbondanti olio e burro bollenti fino ad essere dorato. Si adagiano infine i pezzi fritti su un piatto di portata molto caldo, si sala e si serve immediatamente. Da abbinare sicuramente con un rosso fermo piemontese, non troppo forte, come ad esempio un buon grignolino.

Ricette della memoria - Fritto di semolino



Ecco una nuova ricetta della memoria: il fritto di semolino.
E' un ottimo contorno, provatelo!

Champagne e spumante: leggiamo l'etichetta

Si avvicina Natale con il suo susseguirsi di cene e pranzi pantagruelici, e come ogni anno verranno stappate innumerevoli bottiglie di champagne e spumanti. Impariamo a leggere l'etichetta per sapere con che cosa stiamo per brindare! Champagne e spumanti devono riportare sull'etichetta la quantità di zucchero contenuta, utilizzando le seguenti espressioni:

PAS DOSE': tenore di zucchero  inferiore a 3 grammi per litro. Questa dicitura può essere usata solo per vini che non hanno subitio aggiunta di zucchero dopo la formazione della spuma.
EXTRA BRUT: tenore di zucchero compreso tra 0 e 6 grammi di zucchero per litro.
BRUT: tenore di zucchero inferiore a 15 grammi per litro.
EXTRA DRY: tenore di zucchero compreso tra 12 e 20 grammi per litro.
DRY: tenore di zucchero compreso tra 17 e 35 grammi per litro.
DEMI-SEC: tenore di zucchero compreso tra 33 e 50 grammi per litro.



Il castagnaccio

Il castagnaccio è un dolce tradizionale che viene preparato da secoli, soprattutto in Toscana, ma anche in altre regioni del Nord dove le castagne sono molto diffuse. Ne esistono parecchie varianti, la ricetta che vi dò è quella classica toscana.

INGREDIENTI (dosi per 6 persone)
gr. 400 di farina di castagne
gr. 60 di zucchero semolato
gr. 50 di uvetta sultanina
gr. 30 di pinoli
rosmarino
olio d'oliva
sale
burro
pangrattato


PREPARAZIONE
Mescolate in una ciotola la farina con 4 cucchiaiate di olio d'oliva, lo zucchero, un pizzico di sale e 900 grammi di acqua fredda in modo da ottenere un impasto liscio e privo di grumi. Imburrate e rivestite di pan grattato una tortiera bassa, possibilmente del diametro di cm 24. Versatevi il composto, cospargetelo con l'uvetta precedentemente ammollata in acqua, i pinoli e il rosmarino tritato. Cuocete in forno a 200 gradi per circa 50 minuti. Controllate bene la cottura facendo in modo che non diventi troppo secco.
Il castagnaccio è un dolce perfetto anche per chiudere in dolcezza il pranzo di Natale ed è piuttosto semplice da realizzare. Potete servirlo accompagnato da un buon vin santo.  Buon appetito!





domenica 19 dicembre 2010

La Farinata classica

La farinata è sempre stata una delle mie grandi passioni e trascorrendo tutte le estati in Liguria, penso di aver imparato a prepararla esattamente come un ligure doc. Premetto che la preferisco ultra sottile e croccantina perché penso che quelle troppo spesse siano indigeste e che non rispecchino la ricetta tradizionale, ma lascio a voi la scelta: potete decidere se farla più spessa, aumentando quindi le quantità degli ingredienti oppure se farla più sottile e croccante come la mia.
Inoltre, giusto per vostra curiosità, per poter preparare la meglio la farinata, non andrebbe utilizzata una semplice teglia ma bensì una come questa che vedete qui sotto che è in rame stagnato.



CHE COSA CI SERVE PER PREPARARLA?



Ingredienti per 4 persone

♥ 250 g di farina di ceci
♥ mezzo bicchiere di olio extra vergine d'oliva
♥ tre quarti di litro d'acqua
♥ sale e pepe nero

Formate una pastella amalgamando la farina di ceci con l'acqua e lasciatela riposare almeno 4 ore, dopo averla ben lavorata con la frusta affinché non si formino grumi. Trascorso il tempo di riposo della pastella mettete l'olio nella teglia rotonda tipica della farinata ( ne abbiamo parlato prima ) e versatevi sopra il composto. Preriscaldate il forno a 200°, mettetevi la teglia e lasciatela cuocere mezz'oretta, o almeno fino a quando vedrete che in superficie se è formata una crosticina dorata. Prima di servire cospargete con sale e pepe nero macinato al momento.


Se vi trovate a Savona dovete assolutamente andare a mangiarla da "Vino e Farinata".

sabato 18 dicembre 2010

La cucina futurista


Il 28 dicembre 1930 il quotidiano torinese “La Gazzetta del Popolo” pubblicò il Manifesto della Cucina Futurista, ideato e scritto  da Marinetti, poeta leader del movimento Futurista
Da allora gli esperimenti culinari futuristi hanno lasciato un segno nella storia della cucina, non solo per la particolarità delle proposte gastronomiche degli artisti, ma anche per l'implicito intento di sollevare la cucina all'altezza delle arti più nobili, come la letteratura e la pittura.
Al lancio del Manifesto seguì una serie di banchetti futuristi in Italia e in Francia, l'inaugurazione della taverna «Santopalato» a Torino e finalmente, nel 1932, la pubblicazione del libro La cucina futurista di Marinetti e Fillia.


La cucina futurista si pose anzitutto come strumento di lotta contro l'«alimento amidaceo», la pastasciutta, ritenuta colpevole di generare nei consumatori «fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo». Questa lotta annunciata rese la cucina futurista piuttosto impopolare. 
Il Manifesto non si limitò ad abolire la pastasciutta, ma si pose l'obiettivo di fare lo stesso con la forchetta e il coltello, i condimenti tradizionali, il peso e il volume degli alimenti e la politica a tavola; auspicò la creazione di «bocconi simultaneisti e cangianti», invitò i chimici ad inventare nuovi sapori e incoraggiò l'accostamento ai piatti di musiche, poesie e profumi.
I piatti futuristi erano diversi dagli altri più nella forma che nella sostanza, ma stupirono con i loro nomi particolari e il loro aspetto coreografico. Un esempio delle imprese culinarie dei futuristi fu il celebre “aerobanchetto”,che si tenne a Bologna nel ’31. 
Non c'era tovaglia, sostituita da foglie di alluminio e piatti di metallo. La tavola era a forma di aereoplano, con una motocicletta al posto del motore. Le portate furono l' aeroporto piccante (insalata russa), i rombi d’ascesa (risotto con arancia), la sveglia stomaco, l’alga spuma tirrena e il pollo d’acciaio (arrosto ripieno di confettini argentei). Quando i commensali richiesero il carburante fu portato lambrusco, travasato in latte da benzina. 
I futuristi si impegnarono anche a italianizzare alcuni termini di origine straniera, il cocktail divenne così la polibibita (che si poteva ordinare al quisibeve e non al bar); analogamente, il sandwich prese il nome di traidue, il dessert di peralzarsi e il picnic di pranzoalsole.
Vediamo ora una tipica ricetta futurista: il CARNEPLASTICO
INGREDIENTI
carne macinata q.b. per 1 polpettone
11 tipi di verdura (potete usare verdure a foglia, ma anche zucchine, melanzane, peperoni, l’importante è il numero)
1 salsiccia
3 cosce di pollo
miele Millefiori
PREPARAZIONE
Pulite le verdure e stufatele in padella tutte insieme, inserendole però in tempi diversi,  facendo attenzione ai tempi di cottura che sono diversi a seconda delle verdure scelte. Lasciate raffreddare le verdure, poi usatele come ripieno per il polpettone di carne che vi costruirete sopra, mettete poi il tutto in forno. Nel frattempo tagliate a metà la salsiccia e arrostitela sulla griglia fino a che le due metà si piegheranno a causa del calore; bollite le cosce di pollo e disossatele facendo in modo che la carne formi tre sfere. Una volta che tutto sarà cotto, componete il piatto: mettete sul fondo le tre sfere di pollo, sopra formate un anello con le due metà di salsiccia, ponete su questa base il polpettone e servitelo con il miele sciolto sopra. 

Prossimamente altre ricette per creare un menù completo!

venerdì 17 dicembre 2010

Cocktail di Natale: il Christmas Eggnog

Ecco la ricetta di un cocktail perfetto per scaldarsi nelle fredde sere d'inverno e per brindare a Natale: il Christmas Eggnog!

INGREDIENTI
  • 1 tuorlo d'uovo
  • 6/8 latte
  • 1/8 rum scuro
  • 1/8 whisky
  • 1/2 cucchiaio di zucchero
  • 1 albume d'uovo montato a neve
  • 1 pizzico di noce moscata
PREPARAZIONE

Agitate gli ingredienti (tranne l'albume e la noce moscata) nello shaker con alcuni cubetti di ghiaccio.
Aggiungete l'albume montato a neve e Servite in un calice ampio, guarnendo con un pizzico di noce moscata.

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Tortellini in brodo di cappone

Questa ricetta è un grande classico del pranzo di Natale; ve la proponiamo con una gustosa variante, i funghi porcini nel ripieno.
INGREDIENTI (per 8 persone)
Per la pasta:
gr. 400 di farina bianca
4 uova
sale
Per il ripieno e il brodo:
1 cappone già pulito
gr. 350 di funghi porcini
parmigiano grattugiato
aglio
prezzemolo
sedano
carota
cipolla
olio d'oliva
sale
pepe

TEMPO PREVISTO: circa 3 ore

PREPARAZIONE
Fate lessare il cappone per circa un'ora e mezza, a fuoco medio, in abbondante acqua salata aromatizzata dal sedano, la carota, la cipolla e alcuni grani di pepe. Intanto pulite i porcini, tagliateli a lamelle e trifolateli  in padella con olio e uno spicchio d'aglio, spegneteli dopo 4 minuti e insaporiteli con sale e prezzemolo, lasciateli poi raffreddare. Preparate la pasta dei tortellini: versate la farina sulla spianatoia facendo la fontana, al centro mettete le uova e un pizzico di sale. Lavorate a lungo, fino a quando la pasta non è soda ed elastica. Lasciate quindi riposare per mezz'ora la palla avvolta in pellicola trasparente.
Una volta cotto il cappone, spolpatelo e passate al mixer 250 grammi della sua polpa insieme ai funghi trifolati. Trasferite il composto così ottenuto in una ciotola e unite due cucchiaiate di parmigiano, un pizzico di sale e un po' di pepe.
Tirate la pasta in sfoglie con la macchinetta, ritagliate poi quadratini di 3 cm di lato; al centro di ogni quadratino mettete un mezzo cucchiaino di ripieno. Piegate poi la pasta a triangolo e girandola attorno all'indice formate un anello saldato alle estremità. Ripetete l'operazione fino ad esaurimento degli ingredienti. Poco prima di servire filtrate il brodo di cappone e lessatevi i tortellini al dente. Serviteli quindi nel loro brodo con parmigiano a parte.


Bucatini alla Caruso

Proseguiamo con le ricette legate ai personaggi celebri con questo primo piatto tradizionalmente attribuito alla creatività del napoletano Enrico Caruso, il piú grande tenore mondiale.  Pare che Caruso amasse mettersi alla prova ai fornelli e fosse una buona forchetta, al punto che, accolto freddamente dai propri conterranei, giurò di non cantare mai più a Napoli ma di tornare solo per gustare i prediletti maccheroni.

INGREDIENTI (per 4 persone)
400g di bucatini
5 zucchine
2 peperoni(1 rosso ed 1 giallo)
1/2kg pomodori pachino
sale
pepe nero
basilico fresco alcune foglie
1 etto di pecorino grattugiato
1 spicchio d’aglio mondato e tritato
2 bicchieri di olio di semi per frittura,
1 bicchiere d’olio extra vergine d'oliva

PREPARAZIONE
Tagliate a rondelle le zucchine e friggetele in padella con olio di semi bollente; mettetele poi da parte in caldo. Passate in forno caldo (200°) i peperoni, spellateli poi sotto l’acqua fredda eliminando torsoli, semi e costoline, poi sfilettateli. In un’ampio tegame soffriggete l'olio d'oliva con l'aglio tritato, aggiungete i peperoni, i pomodori pachino tagliati in quattro parti, un po' di pepe, sale e mezza tazza da latte d'acqua bollente; fate cuocere per 30 minuti. A parte portate ad ebollizione abbondante acqua salata  e lessate al dente i bucatini; una volta cotti scolateli e metteteli in padella con il sugo preparato, mescolando bene. Aggiungete infine le zucchine fritte, il basilico fresco spezzettato a mano ed il formaggio grattugiato e servite.

 Durante la preparazione potete ispirarvi con questa celebre aria cantata da Caruso e tratta dal Rigoletto...

Notizie curiose sul caffè

"Qualche notizia curiosa sul caffè: narra una leggenda che gli effetti non propriamente "tranquillanti" del caffè furono scoperti parecchi secoli fa da un guardiano di cammelli il quale notò che le sue bestie, dopo aver mangiato i semi di una pianta sconosciuta, diventavano particolarmente agitate. Se tale leggenda sia vera o meno sarà difficile accertarlo; è invece sicuro che il caffè comparve in Europa, per la prima volta, nel XVI secolo ma che solo cent'anni dopo i più audaci cominciarono a preparare le prime tazze di caffè alla maniera araba, cioè denso e amaro e quindi non particolarmente gradito ai palati europei. Fu un geniale polacco, tale Giorgio Kolschitsky che modificò la formula turca e cominciò a preparare un caffè più limpido e filtrato a cui aggiungeva latte o panna. Questa sua "scoperta" fu anche la sua fortuna: il polacco aprì a Vienna il primo "caffè" europeo, che ben presto fu il punto di ritrovo preferito dai notabili della città. Da Vienna, dunque, il caffè prese la strada per tutta Europa e per Venezia: oggi è considerato, nel nostro paese, la bevanda nazionale."

Tratto da La Buona Cucina Curcio Anno II numero 17

Crème Caramel

Eccovi una ricetta semplice che rende tantissimo: la crème caramel. L'ho preparata ieri sera ed è venuto benissimo!

INGREDIENTI
2 uova intere e 3 tuorli
6 dl di latte
una stecca di vaniglia
150 gr. di zucchero
* Per il caramello:
250 gr. di zucchero
1 cucchiaio d'acqua

PREPARAZIONE
Sbattete in una ciotola le uova, i tuorli e lo zucchero finchè il composto non diventa omogeneo e spumoso. In un pentolino fate bollire il latte con la stecca di vaniglia. Quando il latte bolle toglietelo dal fuoco, eliminate la vaniglia e unite il latte al composto di uova. Mescolate bene il tutto. A parte in un pentolino fate il caramello: mettete lo zucchero sul fuoco fino a quando non si scioglie diventando scuro. Quando è sciolto aggiungete un cucchiaio d'acqua, tirate via dal fuoco e mescolate bene.
Ora versate il caramello nello stampo o nelle formine individuali a seconda che vogliate fare una crème caramel grande oppure le monodosi. Sopra al caramello versate il composto che avete da parte. Ora cuocete a bagnomaria sui fornelli o nel forno, meglio se coprendo la preparazione con un foglio di alluminio. Io preferisco cuocere a bagnomaria sui fornelli: inserisco lo stampo sopra ad una pentola piena di acqua bollente. La cottura è di circa 50 minuti, anche meno con le formine; basta comunque controllare che il composto si sia addensato. Prima di consumare lasciate raffreddare a temperatura ambiente.

Servire il vino: quali sono le temperature perfette

Esistono così tante tipologie di vino, tutte quante con caratteristiche ben precise e qualità che per essere esaltate al massimo hanno bisogno di alcuni accorgimenti. La temperatura a cui la bottiglia dev'essere servita, ad esempio, è importantissima e varia molto a seconda del tipo di vino. Un vino bianco dev'essere freddo perchè risaltino le sue caratteristiche di freschezza, mentre un rosso invecchiato riesce a liberare tutti i suoi aromi soltanto ad una temperatura abbastanza elevata. Precisamente, le temperature indicate sono le seguenti:

VINI SPUMANTI DOLCI: 6-8 °C
VINI SPUMANTI SECCHI, BRUT: 8-10 °C
VINI BIANCHI SECCHI GIOVANI O AMABILI: 9-11 °C
VINI ROSE': 10-12 °C
VINI PASSITI E LIQUOROSI: 12-18 °C
VINI ROSSI NOVELLI: 14-16 °C
VINI ROSSI GIOVANI E POCO TANNICI: 15-17 °C
VINI ROSSI STRUTTURATI: 18-20 °C
VINI ROSSI TANNICI O PASSATI IN BARRIQUE: 18-22 °C

Se avete la tendenza ad essere super precisi... Esistono in commercio particolari termometri da vino, a lettura rapida o a cristalli liquidi, che vi possono aiutare a rendervi conto della temperatura della bottiglia che state servendo. Precisa.

giovedì 16 dicembre 2010

Itinerario gastronomico tra Pino torinese e Pecetto

Abbiamo fatto una bella gita alla ricerca di prodotti alimentari tipici sulle colline di Torino e siamo molto soddisfatte di quello che abbiamo scoperto! A parte la piacevolezza del panorama di cui abbiamo goduto durante il percorso,
abbiamo trovato posti dove vale davvero la pena di fare acquisti. A cominciare dall'Azienda Agricola Bosio, che si trova a Pecetto in Strada Valle Sauglio interno 18, dove abbiamo trovato frutta e verdura coltivate nei terreni circostanti

e prodotti particolari, alcuni confezionati utilizzando le famose ciliegie di Pecetto, che sono un prodotto tipico delle colline torinesi, inserite anche nel progetto del Paniere, che prevede la valorizzazione delle produzioni agroalimentari tipiche. Tra questi, abbiamo assaggiato il Ratafià di graffioni di Pecetto, buonissimo liquore prodotto dall'azienda agricola, non troppo forte (circa 20 gradi), adatto anche da mettere sopra il gelato alla crema. Davvero delizioso!


 Siamo quindi ripartite in direzione di Pino Torinese, dove nelle vicinanze di Strada San Felice ci siamo fermate presso la Cascina Menzio, produttore diretto di carni, salumi e formaggi. I proprietari della cascina hanno un allevamento, e d'estate un alpeggio estivo nei pressi di Usseglio. La carne è buonissima, i salami e i formaggi non sono da meno e praticamente abbiamo sistemato tutti gli acquisti per preparare la cena di Natale!

IL PUNTO VENDITA DELLA CASCINA MENZIO
Per finire il nostro itinerario gastronomico ci siamo spostate verso Valle Ceppi, sempre nel territorio di Pino Torinese, e siamo andate a fare acquisti al Vecchio forno, un panificio dove il tempo sembra essersi fermato, e potete vedere la lavorazione dei grissini davanti ai vostri occhi, portandoveli a casa ancora caldi!



INFORMAZIONI
Azienda agricola Bosio, strada VAlle Sauglio interno 18 10020 Pecetto (TO)
tel. 0118609270
Orari: 8.30 / 12.30 - 16.00/20.00
chiuso mercoledì pomeriggio
Cascina Menzio, Via Tiziano (strada Podio) - Pino Torinese
tel. 011842462
Aperto giovedì, venerdì e sabato in orario 8.30/13 e 16.00/19.00
Panificio Il Vecchio Forno, Via Tepice 61 Valle Ceppi (Pino Torinese)
tel 0118111094
Chiuso il lunedì

Carema

Uno dei miei vini preferiti in assoluto è il Carema. Si tratta di un vino prodotto in piccole quantità e poco conosciuto, ma è veramente buono e particolare. La zona di produzione di questo vino è limitata al solo omonimo comune, Carema, in provincia di Torino, con una superficie di 17 ettari. Il Carema è ottenuto dalle uve del vitigno Nebbiolo (cultivar Picutener, Pugnet, Nebbiolo-Spanna) ed è sostanzialmente un nebbiolo con la particolarità di dover invecchiare almeno 3 anni, dei quali 2 in botti di rovere o di castagno. E' un vino longevo: se le bottiglie sono tenute con cura, coricate al buio di una cantina, possono resistere anche 30 anni.
Consiglio di provare quello prodotto dalla Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema,
che è veramente ottimo e non vi deluderà!



CARATTERISTICHE

colore: volgente al granato
sapore: morbido, vellutato, di corpo
profumo: fine e caratteristico che ricorda la rosa macerata
gradazione alcolica complessiva minima: 12 °
acidità totale : non inferiore al 5,0 per mille
abbinamenti vino-cibi consigliati: arrosti, selvaggina, formaggi stagionati

Biscotti di Natale



Il Natale è alle porte e dunque continuerò a scrivervi delle idee dolci e sfiziose da poter presentare ai vostri ospiti.
Che ne dite di preparare degli ottimi biscotti di Natale?

Ora vi spiego come:

Preparazione 25 minuti+20 minuti in frigo
Cottura 10 minuti
Per 12 biscotti

150 g di burro a temperatura ambiente
150 g di zucchero
1 uovo sbattuto
la scorza finemente grattugiata di mezzo limone
50 g di angelica o di ciliegie verdi candite sminuzzate
50 g di ciliegie rosse candite sminuzzate
50 g di scorze candite miste sminuzzate
250 g di farina
mezzo cucchiaino di macis in polvere ( fiori di noce moscata in polvere )
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
mezzo cucchiaino di noce moscata in polvere


Se non siete degli amanti dei canditi potete provare la variante con l'uvetta sultanina.

♥ Preriscaldate il forno a 180° C. Imburrate due piastre da forno e mettetele in frigorifero.

♥ Riducete in crema il burro con lo zucchero. Unite a poco a poco l'uovo, continuando a lavorare dopo ogni aggiunta. Incorporate le scorze d'arancia e di limone, l'angelica o le ciliegie verdi candite, le ciliegie rosse candite e le scorze miste (oppure in sostituzione l'uvetta).

♥ Passate al setaccio la farina e le spezie in polvere e amalgamatele al composto. Raccogliete l'impasto con una spatola di plastica, trasferitelo sulla pellicola trasparente e con la mano appiattitelo leggermente. Avvolgetelo e mettetelo in frigo per 20 minuti, finché si consoliderà.

♥ Mettete la pasta tra due fogli di carta da forno e stendetela in uno spessore di 3 mm. Con degli stampini di varie forme di circa 5 cm ricavate dei biscotti e disponeteli sulle piastre distanziandoli leggermente. Bucherellate con una forchetta ogni biscotto. Infornate per 10 minuti, finché i biscotti saranno appena dorati e consistenti al tatto. Lasciateli raffreddare per un minuto sulla piastra prima di raffreddare del tutto su una gratella.


Da questa base potete inventarvi un sacco di varianti colorate e stuzzicanti.
Decorateli secondo vostro piacimento e gustateli con i vostri amici!

mercoledì 15 dicembre 2010

Napoleone e il Pollo alla Marengo

La ricetta del Pollo alla Marengo nasce nel giugno del 1800, quando Napoleone ottiene presso Marengo (località del Piemonte) una delle sue vittorie più importanti, sbaragliando l’esercito austriaco.

Narra la leggenda che una volta conclusa la battaglia, Bonaparte ordinò al suo chef, Dunand, di preparare un pasto. I viveri però scarseggiavano, poiché le provviste erano cadute nelle mani degli austriaci. Dunand dovette quindi lavorare d'immaginazione e arrangiarsi con ingredienti di fortuna, inventando con quello che aveva trovato una ricetta a base di pollo e condita con funghi e gamberi di fiume: il futuro “pollo alla Marengo”.
Pare che il piatto, molto apprezzato dal condottiero, venne poi richiesto allo chef dopo ogni battaglia e divenne per Napoleone una specie di protafortuna.

INGREDIENTI
  • 1,2 kg di pollo
  • 200 g di funghi champignon freschi
  • 1 dl di olio extravergine di oliva
  • un bicchiere di vino bianco secco
  • un bicchierino di Madera (o di Marsala secco)
  • un cucchiaio di farina
  • 1 limone
  • un mazzetto di prezzemolo tritato 
  • sale e pepe  

PREPARAZIONE

Tagliate il pollo a pezzi e pulite i funghi. In una pentola piena d’acqua versate 25 gr. d’olio e, quando bolle, versatevi i funghi e fateli cuocere per 10 minuti, unite un pizzico di sale.
Ponete una padella su un fuoco medio con l’olio rimasto e, appena questo sarà caldo, fatevi dorare i pezzi di pollo. Quando avranno preso colore, regolate di sale e pepe e versate nella padella il vino bianco, fatelo evaporare e completate la cottura con coperchio a fuoco basso per mezz'ora. A cottura ultimata togliete quasi tutto il fondo di cottura e mettetelo in un pentolino a fuoco basso.
Aggiungete la farina e il Madera, ottenendo così una salsa liscia e ben legata, eventualmente allungando con un paio di cucchiai d’acqua calda se la salsa risultasse troppo densa, mescolate bene e togliete dal fuoco. Passatela al colino.
A cottura ultimata, unite al pollo i funghi e fate cuocere per un paio di minuti, quindi aggiungete la salsa, versate tutto in un piatto caldo e servite subito, cospargendolo di prezzemolo tritato e succo di limone.

Caffè, come farei senza di te?



Devo proprio ammettere che senza il caffè non saprei come iniziare la giornata.
Sono una vera intenditrice di questa bevanda: guai a presentarmela annacquata, zuccherata o con qualsiasi cosa che possa nasconderne il vero aroma. Come voi tutti saprete già, esistono svariate tipologie di caffè ma le due più diffuse sono l'Arabica (la mia preferita) e la Robusta.

Arabica. La specie che è stata usata per prima è Coffea arabica, una pianta originaria dell'Etiopia (dove il caffè viene chiamato buna), del Sudan sud-orientale e del Kenya settentrionale e in seguito diffusasi nello Yemen.
I semi di Coffea arabica hanno un contenuto di caffeina molto inferiore a quelli delle altre specie di larga diffusione e rispetto alle altre specie è autoimpollinante, cioè autogama e inoltre predilige coltivazioni ad alta quota (tra 1000 e 2000 metri).
La coltivazione di Coffea arabica fuori dei territori d'origine è iniziata molto presto, p.es. in Indonesia nel 1699.


Robusta. Molto coltivata oggi è Coffea robusta (o Coffea canephora, nome considerato scientificamente più corretto ma poco usato commercialmente). È una specie originaria dell'Africa tropicale, tra l'Uganda e la Guinea, molto adattabile (cresce anche a quote inferiori ai 700 metri) e perciò più economica. La sua coltivazione è iniziata solo nell'Ottocento. È una pianta allogama, quindi richiede impollinazioni incrociate che la possono differenziare geneticamente con più facilità rispetto alla arabica.

Svariati sono anche i modi di preparare il caffè:

♥ Caffè espresso
♥ Caffè in vetro
♥ Caffè ristretto
♥ Caffè lungo
♥ Caffè corretto
♥ Caffè macchiato
♥ Caffè decaffeinato
♥ Caffè schiumato
♥ Caffè shakerato
♥ Cappuccino (ottimo per la colazione)
♥ Marocchino
♥ Caffè turco
♥ Granita di caffè (specialità di Messina)
Bicerin ( di cui abbiamo già parlato oggi )


e tanti altri di cui vi parlerò più avanti...chiaramente spiegandovi per filo e per segno come prepararli al meglio.

ECCO IL MIO FAVOLOSO CAFFE' ESPRESSO:




Mi trovo benissimo a prepararlo con questa macchinetta dell'Illy: è facile da usare, le capsule sono comodissime e dopo averla usata non si ha bisogno di stare a pulire perchè non perde nemmeno una goccia d'acqua!
La qualità del caffè è valida.

Eccola qui:

I carciofi, ricette dal Lazio



Il carciofo è un'ottima verdura che si trova facilmente in questa stagione e può essere la base di gustosissime ricette regionali. Iniziamo con alcune preparazioni tipiche del Lazio:

*CARCIOFI ALLA GIUDIA
*CARCIOFI ALLA ROMANA
*CARCIOFI COI PISELLI
*CARCIOFI FRITTI ALLA ROMANA








Queste ricette sono tratte dal volume "Le ricette regionali italiane", Casa Editrice "La Cucina Italiana", edizione del 1967, utilizzato in casa nostra da decenni senza deluderci mai!

Il bicerin

Il bicerin è una bevanda tipicamente torinese, e anche a Torino non dappertutto lo si può trovare preaparato con tutti i crismi. Anche i caffè storici che lo fanno bene, lo preparano ognuno a modo loro, con delle lievi differenze. Questo perchè la ricetta originale è segreta, custodita gelosamente dai proprietari del caffè Al Bicerin, dove la bevanda è stata creata. La sua origine è incerta, pare che derivi dalla settecentesca "bavareisa" e che venisse preparato già nel 1763, anno di fondazione del caffè Bicerin. Pare che a quei tempi i tre ingredienti principali della bevanda (caffè, cioccolato, latte) fossero serviti separatamente. Inizialmente erano previste tre varianti: pur e fiur (l’odierno cappuccino), pur e barba (caffè e cioccolato), ’n poc ’d tut (ovvero un pò di tutto), con tutti e tre gli ingredienti miscelati.
È stata quest’ultima formula ad aver avuto la meglio sulle altre, ed è quella che ancora oggi si può gustare presso lo storico caffè.
Il successo del bicerin è sicuramente dato, oltre che a causa del suo gusto delizioso, proprio grazie alla posizione del caffè Al Bicerin, davanti alla chiesa della Consolata, luogo di culto amatissimo dai torinesi in tutte le epoche. Così il bicerin era la bevanda perfetta per la gente appena uscita dalla chiesa, reduce dal digiuno richiesto prima della Comunione; anche in tempo di Quaresima era possibile berlo perchè la cioccolata calda non era considerata cibo vero e proprio.
Il bicerin ha avuto nei secoli passati celebri estimatori, primo tra tutti Cavour, al punto che c'è chi chiama la bevanda il "bicerin 'd Cavour"; poi Alexandre Dumas, che ne scrisse nel 1852: “Parmi les belles et bonnes choses remarquées à Turin, je n’oublierai jamais le bicerin, sorte d’excellente boisson composée de café, de lait et du chocolat, qu’on sert dans tuouts les cafés, à un prix relativement trés bas”; pare che anche Picasso e Hemingway ne abbiano lodato la bontà!
Non posso che consigliare a tutti di andare ad assaggiarlo nel celebre luogo in cui è nato (Caffè Al Bicerin - piazza della Consolata, 5 - Torino) e dare una ricetta, senza pretendere che sia quella originale che è più blindata di quella della Coca Cola. Anzi, la mia è proprio una variante. Ma posso assicurarvi che ne vale la pena...

INGREDIENTI
4 uova
200 gr. di zucchero
250 gr. di latte
100 gr. di panna liquida
50 gr. di cacao amaro
50 gr. di amaretti polverizzati
1 caffettiera da 4 persone di caffè
rhum a piacimento

PREPARAZIONE
Sbattete le uova con lo zucchero fino a renderle bianche, aggiungete il cacao passato al setaccio, il latte bollito e gli amaretti. Mettete il tutto in pentola e cuocete a bagnomaria mescolando, poi aggiungete il caffè e il rhum. Versate un po' di panna liquida nei bicchieri prima di versare il composto e servite.